SOCIETA’ IN HOUSE DELLA REGIONE SARDEGNA
Forum PA - Corona, innovazione fonte sviluppo e superaramento isolamento Sardegna
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CAGLIARI, 19 APRILE 2010 - "Proporremo la Sardegna come sede per ospitare un incontro-evento sul tema dell'innovazione". Lo ha detto il presidente della Regione, Ugo Cappellacci nella giornata in cui la Sardegna è stata una delle tappe del forum per l'Innovazione voluto dal ministro Brunetta. Cappellacci ha sottolineato come in questo campo la Regione intenda creare le condizioni affinché l’isola possa essere protagonista della politica italiana ed europea sul Mediterraneo, soffermandosi sulle azioni poste in essere dalla Giunta regionale: da quelle volte a realizzare infrastrutture telematiche e servizi di connettività efficienti e veloci, a quelle per la modernizzazione della pubblica amministrazione.

"Stiamo trasformando lo storico isolamento della Sardegna in opportunità di grande sviluppo - ha spiegato l'assessore degli Affari generali, Ketty Corona - attraverso la semplificazione della burocrazia, lo sviluppo delle reti di comunicazione, la valorizzazione delle caratteristiche peculiari dell’Isola e il miglioramento di efficacia ed efficienza operativa dell’Amministrazione regionale”. L’esponente della Giunta ha illustrato le strategie e i progetti, alcuni già avviati altri in fase di attuazione, che la Regione Sardegna sta portando avanti nel campo dell’innovazione: alleggerimento degli oneri amministrativi, efficacia ed efficienza dei procedimenti, ‘delegificazione’, meritocrazia, flessibilità e trasparenza, formazione d’eccellenza, digitalizzazione e de-materializzazione (un esempio, il timbro digitale e la conservazione sostitutiva dei documenti cartacei). “Con la collaborazione tra i vari assessorati, agenzie ed Enti – ha aggiunto l’assessore - puntiamo all’ulteriore potenziamento dei collegamenti telematici, che vedrà il suo apice in 'Sardegna 20Mega', il progetto di miglioramento dell’offerta e della qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese. Stiamo promuovendo la creazione di nuove opportunità professionali attraverso la fornitura di servizi, che per loro natura, possono essere delocalizzati e attraendo in Sardegna investimenti e siti produttivi di imprese".

L’assessore della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali, Maria Lucia Baire, ha puntualizzato che la tappa sarda del Forum PA testimonia "la volontà della Regione Sardegna di investire sul capitale umano perché la Giunta regionale crede nel rinnovamento, nell’innovazione e nella qualità del progresso, ed è pronta a cogliere le sfide di quella necessaria modernizzazione che sposta ormai i confini del confronto dal locale al globale. Con il progetto di digitalizzazione della scuola – ha aggiunto Baire – la Sardegna, più di ogni altra regione italiana in anticipo rispetto ai tempi previsti a livello nazionale, sta rispondendo prontamente al bisogno di progresso e di miglioramento della qualità della vita attraverso le tecnologie più avanzate, con l’obiettivo proprio di innalzare il livello qualitativo del sistema regionale dell’istruzione". "L’innovazione però, in Sardegna, non entrerà solo in classe - ha precisato l’assessore Baire - ma interesserà anche i beni e le attività culturali, riqualificandone la gestione complessiva per riconoscere la ricchezza del nostro patrimonio, per metterlo in mostra, per rivalutarlo ed esporlo con l’intento di creare sviluppo, turismo, occupazione, crescita scientifica e tecnologica".

Dal canto suo, l'assessore della Programmazione, Giorgio La Spisa, intervenendo alla tavola rotonda ‘Una Pubblica Amministrazione fattore di sviluppo’, ha osservato che “è possibile innovare, cambiare, crescere. Dalla crisi si può, insomma, uscire, puntando sull’innovazione, ma solo se si eviterà di intendere per innovazione solo quella tecnologica. Siamo in un periodo di crisi globale e le risorse finanziarie in questi anni si sono ridotte. Dobbiamo innovare partendo da noi stessi - ha rilevato l'esponente del governo regionale - . Per questo stiamo puntando molto sulla ricerca: abbiamo incrementato i fondi per le borse di ricerca arrivando sino a 50 milioni riuscendo quindi a finanziare 700 ricercatori e accresciuto le risorse destinate alla legge sulla ricerca di ulteriori 12 milioni arrivando a 35 milioni. La vera innovazione sta nella testa e nella capacità delle persone, anche perché le vie che si aprono possono essere infinite ma se nessuno le percorre diventano inservibili".
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